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La realizzazione di una piscina interrata è un'opera che richiede una profonda conoscenza tecnica, da applicare sia nel corso della fase di progettazione che in quella di installazione vera e propria. Prima di intraprendere i lavori di costruzione di una piscina, tuttavia, è indispensabile accertarsi che il progetto rispetti tutti gli adempimenti previsti dalle normative vigenti e che il comune di residenza abbia autorizzato la realizzazione del nuovo impianto oppure il suo restauro.

Il quadro normativo che definisce l'iter necessario per ottenere il via libera all'installazione di una vasca ad uso pubblico o privato risulta piuttosto complesso: in effetti, il tipo di permesso richiesto può variare da regione a regione e anche da comune a comune, rendendo così molto difficile stilare una guida valida su tutto il suolo nazionale. Attualmente, sono pochi i casi in cui la realizzazione di una piscina viene considerato un intervento di edilizia libera: di conseguenza, prima di procedere con i lavori, è fondamentale assicurarsi di aver ottenuto il benestare delle autorità locali. Procedere con le attività di scavo e di realizzazione della nuova opera senza le dovute autorizzazioni si configura come un atto rilevante penalmente, sia per il committente dei lavori che per il loro progettista ed esecutore.

La soluzione migliore per evitare di incorrere in brutte sorprese durante lo svolgimento dei lavori o ad opera completata, consiste nel rivolgersi sempre a professionisti in possesso di una buona conoscenza di tutte le normative locali. Grazie alla lunga esperienza nel settore della progettazione e costruzione di piscine e al costante lavoro di aggiornamento sulle normative vigenti in Umbria e nelle regioni limitrofe, lo Staff di Ro.Na. Piscine è in grado di assistere il cliente anche nello svolgimento delle pratiche necessarie per ottenere i permessi dagli uffici del comune competente. I nostri operatori sono sempre disponibili per offrire chiarimenti e indicazioni utili per realizzare impianti ad uso pubblico o privato, di qualunque dimensione o tipologia: per un primo contatto e per richiedere informazioni dettagliate basta compilare questo semplice modulo, telefonare al numero +39 075 517.87.07 oppure inviare una email all'indirizzo info@piscinerona.com.

Norme per le piscine private in Umbria: quali permessi richiedere e come

Conoscere con precisione l'iter previsto per la presentazione della richiesta di autorizzazione a costruire è molto importante, perché queste informazioni consentono di elaborare progetti rispondenti alle specifiche stabilite dalle norme locali, minimizzando il pericolo che la propria domanda venga rigettata. In generale, il titolo edilizio richiesto per procedere con la realizzazione di una piscina può essere:

  • il permesso di costruire;
  • la DIA (Denuncia di Inizio Attività).

Quando occorre il permesso di costruire

La realizzazione di vasche interrate di dimensioni importanti oppure in aree interessate da vincoli territoriali e paesaggistici particolari può richiedere la presentazione della domanda per il permesso di costruire. In particolare, questa tipologia di titolo edilizio è sempre necessaria quando:

  • la piscina non può essere considerata “pertinenza” dell'immobile principale;
  • la nuova costruzione presenta un volume superiore al 20% di quello dell'edificio di cui è pertinenza;
  • la zonizzazione considerata è sottoposta a vincoli ambientali particolari.

È importante sottolineare che per il permesso di costruire vige la regola del silenzio-diniego: se trascorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda (oppure 120 nel caso dei comuni con più di 100.000 abitanti) non risulta pervenuta una risposta dall'ufficio del sindaco, l'autorizzazione viene considerata negata e non è possibile procedere con i lavori.

Quando è richiesta solo la DIA

Nella maggior parte dei casi, per intraprendere i lavori di scavo e realizzazione di una nuova piscina è necessario presentare solo la DIA, ovvero la Dichiarazione di Inizio Attività: questo documento, redatto da un professionista abilitato (geometra, ingegnere o architetto), deve essere presentato presso il comune di competenza 30 giorni prima dell'avvio dei lavori. Gli uffici tecnici del comune possono opporsi alla realizzazione dell'opera entro questo intervallo di tempo. Superato il limite dei 30 giorni, in assenza di risposta da parte del comune di pertinenza, vale la regola del silenzio-assenso ed è possibile dare il via ai lavori senza attendere ulteriori autorizzazioni.

La presentazione della DIA è generalmente sufficiente per tutti gli interventi di costruzione di piscine residenziali ad uso privato. Tuttavia, è richiesto che la nuova struttura:

  • sia di pertinenza dello stabile principale, ovvero a suo uso esclusivo;
  • non presenti un volume superiore al 20% dell'edificio originale;
  • non sorga in un'area sottoposta a vincoli paesaggistici.

Va ricordato che anche in assenza di norme particolari a tutela del territorio, è possibile che il piano regolatore del comune di residenza imponga limiti precisi per quanto riguarda le caratteristiche progettuali della vasca, in relazione alle dimensioni, alla forma e al colore dei rivestimenti.

Norme per le piscine annesse ad attività turistiche in Umbria

Normative piscine Umbria - Piscina in costruzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La richiesta dei permessi per la realizzazione di una piscina annessa ad una struttura ricettiva impone un'attenzione ancora maggiore in fase di progettazione, in primis perché non è sufficiente presentare un'autocertificazione per quanto riguarda il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, ma è indispensabile ottenere l'autorizzazione della ASL di competenza.

Per ulteriori approfondimenti sulle norme in vigore in Umbria è possibile consultare il documento relativo alle disposizioni di attuazione della legge regionale 13 febbraio 2007 n.4, relativa alla disciplina in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio.

L'articolo 21, comma 3, lettera o) del Regolamento Regionale 18 febbraio 2015 n° 2 sancisce che la realizzazione di una piscina di pertinenza di abitazioni o di attività di tipo ricettivo agrituristico o per servizi rappresenta un intervento di edilizia libera, esente dalla necessità di titolo abilitativo, quando non comporta un'occupazione del suolo superiore a mq 400. Questo tipo di impianti possono includere anche locali adibiti ad ospitare le attrezzature tecnologiche, se completamente interrati e con una superficie utile coperta non superiore a mq 10. È possibile prevedere anche la realizzazione di una parete scoperta per l'accesso, con superificie massima pari a mq 6.

Nel caso delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, in accordo con le norme contenute del Decreto Legislativo n° 42 del 2004 parte III, è sempre necessario richiedere preventivamente l'autorizzazione ambientale della sovraintendenza.

Per impianti con superficie superiore a mq 50 è in ogni caso richiesta l'elaborazione di un progetto strutturale che deve essere depositato presso l'Ufficio di vigilanza sulle costruzioni della Regione. Al termine dell'esecuzione dei lavori, occorre effettuare il collaudo statico dell'opera.

Per quanto riguarda le restanti aree del paese, si ricorda che è sempre necessario fare riferimento alle singole normative regionali per conoscere l'esatto iter burocratico per la realizzazione di una piscina.

Ro.Na. Piscine e il suo team si occupano di assistere il cliente nella delicata fase di presentazione del progetto e di richiesta dei dovuti permessi presso gli uffici comunali, fornendo spiegazioni e indicazioni sulle pratiche alle quali è necessario adempiere. Per inviare una richiesta al nostro staff o per conoscere tutti i servizi che garantiamo ai nostri clienti, basta utilizzare il pratico form di contatto o chiamare al numero +39 075 517.87.07.